MINISTRO DELRIO SU “E-78″, UNA MEZZA DELUSIONE

strada "opera compensativa" vicino alla CODMA a Rosciano di Fano

strada “opera compensativa” vicino alla CODMA a Rosciano di Fano

binario "interrotto" della ex Fano-Urbino nei pressi della CODMA di Rosciano per lavori alla costruenda strada "opera compensativa"

binario “interrotto” della ex Fano-Urbino nei pressi della CODMA di Rosciano per lavori alla costruenda strada “opera compensativa”

binario "interrotto" della ex Fano-Urbino nei pressi della CODMA a Rosciano di Fano per la costruenda strada "opera compensativa"

binario “interrotto” della ex Fano-Urbino nei pressi della CODMA a Rosciano di Fano per la costruenda strada “opera compensativa”

accatastamento traversine del binario "interrotto" della ex Fano-Urbino nei pressi della CODMA a Rosciano di Fano per lavori strada "opera compensativa"

accatastamento traversine del binario “interrotto” della ex Fano-Urbino nei pressi della CODMA a Rosciano di Fano per lavori strada “opera compensativa”

massicciata e spezzoni di rotaie del binario della ex Fano-Urbino a "contatto" della costruenda  strada "opera compensativa" nei pressi della CODMA a Rosciano di Fano

massicciata e spezzoni di rotaie del binario della ex Fano-Urbino a “contatto” della costruenda strada “opera compensativa” nei pressi della CODMA a Rosciano di Fano

Giorni addietro vi è stata a Pesaro la visita del Ministro On. Delrio (noto anche per la legge “riforma delle Province in Enti Territoriali di Area Vasta” attualmente ed inspiegabilmente vigente che risulta essere in netto contrasto con il risultato del “Referendum Riforma Costituzionale” del 4-12-2016 dando vita ad una vera ANOMALIA ISTITUZIONALE con PROVINCE di 1° Livello RICONFERMATE e quindi LEGITTIMATE dal voto popolare e ENTI TERRITORIALI DI AREA VASTA (ex-Province) di 2° Livello di cui Presidente e Consiglieri di tali ENTI risultano NON ELETTI DAL POPOLO e di cui ci si augura una rapida soluzione come la COSTITUZIONE ITALIANA del 1948 indica) per parlare di infrastrutture stradali e ferroviarie in provincia e in regione Marche; ebbene, il CRVM definisce le dichiarazioni del Ministro On. Delrio sulla “E-78″ una “MEZZA DELUSIONE”, se per la scelta di dare la PRECEDENZA al tratto stradale “Galleria Guinza-Mercatello sul Metauro” si può “applaudire”, non altrettanto per la “Circonvallazione di Urbania” (FACENTE PARTE DEL COMPLETAMENTO DELLA “E-78″) che “scavalca” la BEN PIU’ IMPORTANTE E NECESSARIA “Fermignano-Canavaccio” denominata “LOTTO 10″, cosa che avrebbe certamente risolto in modo definitivo la questione del collegamento stradale in modo pratico e veloce di Urbino con Fano e Autostrada Adriatica e viceversa; il CRVM prende atto di tale decisione e confida in un RAPIDO RIPENSAMENTO da parte del Ministro On. Delrio e del Governo, nel frangente il CRVM “comprende ed appoggia” le GIUSTE DIMOSTRANZE di Sindaci, Amministratori ed Altri che hanno espresso CONTRO TALE DECISIONE, SCELTA che risulta essere INADEGUATA alle reali esigenze del territorio e che potrebbe ridare “FIATO” (a tale proposito il Ministro On. Delrio non ha dato seguito ad una “lettera aperta” apparsa su un quotidiano locale redatta dai “fautori del ripristino” in chiave TPL O TURISTICA) ad un assurdo ripristino della DISMESSA FERROVIA FANO-URBINO DI NESSUNA UTILITA’ come in passato ha dimostrato e PRIVA DI UNA STRATEGIA E VALENZA in chiave “commerciale o turistica” visto, non per ultima, anche la “MANCANZA CRONICA” DI FONDI ECONOMICI per l’eventuale “AMMODERNAMENTO, MANUTENZIONE E GESTIONE” compromessa dal TEMPO TRASCORSO (ben 30 anni!!) E DALL’INCURIA CRONICA PRESTATA E DEVASTAZIONE SUBITA come ultimamente si è potuto assistere nei pressi della “CODMA” a Rosciano di Fano, ” ATTO GIUSTIFICATO” per la costruenda arteria stradale indicata come “OPERA COMPENSATIVA” della AUTOSTRADA ADRIATICA; in fede, il CRVM

COLLI AL METAURO, ESSERE O NON ESSERE?

In data 24-3-2017, il TAR di Ancona ha dichiarato ricevibile il ricorso presentato dal comitato di cittadini di Montemaggiore al Metauro contrari all’ingresso di Montemaggiore nella FUSIONE COMUNI che hanno dato vita al nuovo Comune di Colli al Metauro istituito dal 1-1-2017 indicando come data dell’UDIENZA per dibattere la questione il 12-5-2017; comunque non di meno si può affermare che “aver recepito” da parte del TAR di Ancona tale ricorso non vuol dire che poi avrà esito positivo e quindi vincere la “guerra!!”, di fatto in quel di Colli al Metauro, al momento, tutto procede spedito verso la COMPLETA ORGANIZZAZIONE DELL’APPARATO COMUNALE sotto la supervisione del Commissario Prefettizio incaricato di gestire la “FUSIONE COMUNI” confluiti in quel di Colli al Metauro e, incurante del ricorso presentato al TAR come giusto che sia, ORGANIZZARE LE ELEZIONI COMUNALI; se i ricorrenti “NO FUSIONE COMUNI” credono di aver subito un torto, uno scippo ad opera dell’Amministrazione Comunale di Montemaggiore in carica nel 2016, bisogna ricordare che il “SI” a tale quesito referendario svoltosi in contemporanea anche in quel di Saltara e Serrungarina ha ottenuto un buon successo sancendo di fatto la nascita del Comune COLLI AL METAURO, una realtà che il “CRVM” ritiene utile (non secondario è il contributo economico statale che verrebbe elargito ogni anno per ben 10 anni di seguito) per lo sviluppo socio-economico-culturale dei luoghi di appartenenza e della popolazione ivi residente, mettendo in luce il proprio peso istituzionale e d’immagine altrimenti, questo il modesto pensiero del CRVM, poco visibile ed ininfluente se divisi; di certo i ricorrenti del “NO FUSIONE” reclamano il diritto (sarà il TAR A VALUTARE la sua efficacia di modificare gli eventi) al rispetto del loro voto al quesito referendario e qui nulla da obbiettare, ma per contro e con pari diritto, cosa dire e fare del voto referendario dei cittadini che hanno espresso la volontà di vedere costituito il nuovo Comune Colli al Metauro?, devono forse “inchinarsi, piegarsi” al volere di una minoranza uscita sconfitta nella somma delle preferenze dei “SI” VINCENTI e dei “NO” PERDENTI come il CHIARO QUESITO REFERENDARIO poneva all’INSIEME degli elettori dei Comuni coinvolti, ovvero Montemaggiore, Saltara e Serrungarina e che ne sollecitava una decisione, un avvallo (il referendum era di natura consultiva) per quanto le Amministrazioni dei Comuni coinvolti si sono prodigate per arrivare alla “fusione Comuni”?; il CRVM ritiene, a suo modesto pensare, che la vicenda “innescata” dai fautori del “NO FUSIONE COMUNI” non terminerà il 12-5-2017, specie se dovesse essere “accolto” tale ricorso, infatti si potrebbero aprire scenari di varia natura come possibili ricorsi di cittadini (specie a Saltara e Serrungarina) favorevoli al SI FUSIONE COMUNI, delle rispettive Amministrazioni Comunali coinvolte (Saltara e Serrungarina in primis) investite da un probabile, quasi certo, danno economico e forse d’immagine, con la possibile richiesta di risarcimento danni “PRIMA” per il tempo e il denaro sprecato per la costituzione del Comune di Colli al Metauro e “DI CONTRO”, per la mancata entrata decennale di contributi economici statali annui (in totale persi almeno una decina di milioni di euro) derivante dalla mancata costituzione del Comune di Colli al Metauro, “POI” per i RIORDINI COMUNALI di Saltara, Serrungarina e di Montemaggiore; per quest’ultima difficile sarà governarla e certamente “l’onore” di amministrarla spetta a chi ha “remato contro” la FUSIONE COMUNI e a cui va l’onere di gestire quanto causato e fare in modo di realizzare, per rimanere al passo coi tempi e il modernismo che imperversa e regna sovrano, infrastrutture (ciclopedonali di collegamento località del territorio comunale in primis), servizi adeguati ai cittadini (raccolta rifiuti e trasporto pubblico locale, oggi entrambi carenti, in primis) e infine e non per ultimo, non far rimpiangere la “mancata fusione”; di certo una supposizione senza pretese di avare certezza per quanto avviene in questi mesi a Montemaggiore bisogna pur esprimerla e a modesto ragionare il CRVM ritiene che non sia questione di puro “CAMPANILISMO” di antica memoria, ma eventualmente di altri fattori che possono essere ricercati in “MANIA DI PROTAGONISMO” di taluni personaggi del luogo, magari “ASSETATI DI POTERE” per gestire meglio “affari ed interessi” personali e di parenti ed amici ovviamente nel rispetto delle leggi vigenti in materia; che il CRVM abbia fatto “CENTRO”!?; in fede, il CRVM

EX-FERROVIA FANO-URBINO, LA REGIONE MARCHE = “INDOVINA INDOVINELLO?”

095il CRVM ritiene INCOMPRENSIBILE quanto la Regione Marche (A GUIDA PREVALENTE PD) stia facendo in questo ultimo periodo sulla questione ex-ferrovia Fano-Urbino e più esattamente da quando il Consiglio Regionale HA BOCCIATO LA MOZIONE del Consigliere Regionale Fabbri (M5S) relativa alla ISTITUZIONE DI UNA “FERROVIA TURISTICA” SULLA EX-FERROVIA FANO-URBINO; dunque sembrava essere tramontata tale ipotesi salvo poi “spuntare” una legge specifica in materia di “ferrovie turistiche” a firma della Onorevole Iacono (PD) approvata alla Camera dei Deputati il 24-1-2017 nella quale viene inserita A SORPRESA, LA DISMESSA FERROVIA FANO-URBINO (tale legge riguarda, come ricorda l’intestazione della stessa legge, FERROVIE SOSPESE O IN VIA DI DISMISSIONE, la Fano-Urbino è DISMESSA DAL DICEMBRE 2011 E DA TRENT’ANNI CHIUSA AL TRAFFICO FERROVIARIO, dunque i dubbi sono legittimi!!); aspettando il voto del Senato su tale legge ed eventuali modifiche in AGGIUNTA (si vocifera di includere nella “lista turistica” la ferrovia sospesa da tre anni al traffico ferroviario Fabriano-Pergola) o di TOGLIERE dalla lista indicata in principio (si spera che la Regione Marche “torni a rivedere” il suo pensiero e azione di questo ultimo periodo poco chiaro e disinvolto nell’esporre un progetto alquanto “ASTRATTO E SUPERFICIALE”, ovvero come REALIZZARE UNA CICLABILE A FIANCO DELLA EX-FERROVIA facendo bene attenzione a distanze di sicurezza tra “CICLOVIA E FERROVIA” specie in presenza di LUOGHI ANGUSTI O ASSENTI DI SPAZIO per la ciclabile, eventuali “ESPROPRIO TERRENI PRIVATI O PUBBLICI” non sembrano CONTEMPLATI in quanto quasi certamente PRIVI DI COPERTURA FINANZIARIA REGIONALE PER L’ACQUISTO COME PER LA EVENTUALE E QUASI CERTA GESTIONE, salvo poi GIUSTIFICARE TALE OPERATO a fronte del SEMPRE MENO FINANZIAMENTO PER IL SERIO ED UTILE ” TRASPORTO PUBBLICO LOCALE” su gomma e ferro; pertanto il CRVM definisce questo eventuale epilogo “UN MONUMENTO ALLO SPRECO DEL DENARO PUBBLICO ED INUTILE PER IL QUOTIDIANO VIVERE”, ovvero per UTENTI DEL TRASPORTO PUBBLICO (studenti e lavoratori in primis); si spera che LA RAGIONE E IL BUON SENSO PREVALGA e si torni a più miti consigli nel GESTIRE denaro pubblico e reali esigenze della BASSA VAL METAURO che di certo non vuole un “NUOVO DUCATO D’URBINO” nella forma di un “CIUFF-CIUFF SALTUARIO” UTILE SOLO AD URBINO e dove “IL CIUFF-CIUFF” stesso non può definirsi “comodo” a causa della distanza che si registra dalla sua omonima ex-stazione ferroviaria alla città con una strada in salita di circa 2km e dove una importante azienda privata che confina con la ex-stazione di Urbino HA INGLOBATO NEL SUO PERIMTRO AZIENDALE tutta la “radice nord” della ex-stazione indicata nei tronchini per la sosta notturna automotrici e asta di manovra degli stessi; infine, il CRVM indica come prive di fondamento le giustificazioni che indicano nel “RIPRISTINO” della ex-ferrovia come NECESSARIO per “TOGLIERE” Urbino e zone interne della Provincia dall’isolamento, in quanto ESISTE UNA SUPERSTRADA FANO-CANAVACCIO a quattro corsie della E-78 FANO-GROSSETO in via di completamento nel giro di pochi anni e RAGGIUNGERA’ Urbino tramite la ESISTENTE “BRETELLA” Urbino-Bivio Borzaga UTILISSIMA non solo per “TURISTI ORGANIZZATI E NON” diretti alla “città ducale” che così EVITANO INUTILI TRASBORDI indicati in “TRENO-BUS” e viceversa, ma anche per residenti di Urbino e zone interne della Provincia per raggiungere i luoghi desiderati che IL TRENO, “TURISTICO O COMMERCIALE” CHE SIA, NON PUO’ “OFFRIRE”; in fede, il CRVM

REFERENDUM COSTITUZIONALE DEL 4-12-2016; UN “NO” CHIARO!!

il CRVM invita i cittadini della Val Metauro a recarsi ai seggi elettorali aperti in occasione del REFERENDUM RIFORMA COSTITUZIONALE del 4-12-c.a. nel quale dovremo decidere se “DIFENDERE” l’attuale COSTITUZIONE vigente SBARRANDO LA SCHEDA REFERENDARIA con un semplice “NO”, o se “RIFORMARE” tale COSTITUZIONE in una sua buona “fetta” SBARRANDO LA SCHEDA REFERENDARIA con un semplice “SI”,ovvero trasformando l’attuale SENATO DELLA REPUBBLICA con Senatori eletti direttamente dai cittadini (Popolo Sovrano come la Costituzione attuale recita) in un SENATO DELLE REGIONI (ovvero DEI TERRITORI) che, al contrario di ora, i futuri Senatori SARANNO NOMITATI DAI CONSIGLI REGIONALI e dove trovano posto anche i SINDACI che sono una novita’ assoluta, ma che restano INUTILI E NON RAPPRESENTATIVI dell’insieme dei territori regionali se non per i “suoi concittadini” dove Essi sono stati eletti (l’esempio di distacco dai propri rappresentanti della ex Provincia sono un chiaro esempio poiché NON ELETTI DIRETTAMENTE dai cittadini dell’intera provincia e quindi “distaccati” dai cittadini dove questi ultimi non provano nessun ardore sociale e politico in questo specifico riscontro); di certo si creano situazioni di SQUILIBRIO RAPPRESENTATIVO nell’ipotetico “NUOVO SENATO”, infatti è certo che le PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E QUELLA DI BOLZANO in una REGIONE A STATUTO SPECIALE (Trentino Alto Adige) avranno ben DUE SENATORI A TESTA (totale quattro) mentre la Regione Marche, ad esempio, avrà nella migliore delle ipotesi TRE SENATORI (due Consiglieri Regionali e un Sindaco) e quindi non viene tenuto conto della QUANTITA’ EFFETTIVA DEI CITTADINI IVI RESIDENTI al fine di un giusto “EQUILIBRIO RAPPRESENTATIVO”; inoltre la “RIFORMA” che ci viene proposta recita che SONO “CANCELLATE” LE PROVINCE, ma come espresso prima e per la famigerata riforma in vigore attualmente dell’Onorevole Delrio, sono trasformate in ENTI DI SECONDO LIVELLO, salvo poi CONFERMARE LA TITOLARITA’ DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E QUELLA DI BOLZANO in aggiunta alle REGIONI A STATUTO SPECIALE (Sicilia, Sardegna, Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, e Trentino Alto Adige) che nel loro “distinguo” fanno la DIFFERENZA di essere ITALIANI DI SERIE “A” E DI SERIE “B”; questo, a proprio modesto ragionare, non pare affatto intelligente e paritario quanto proposto a quesito referendario del 4-12-c.a. per un NUOVO ORDINE COSTITUZIONALE, quindi RIGETTARE AL MITTENTE tale “RIFORMA” risulta utile e necessario per poi riscriverne rapidamente una decisamente MIGLIORE nell’interesse di tutti, ovvero del POPOLO SOVRANO a cui viene TOLTO, con questa proposta a quesito referendario, IL DIRITTO DI ELEGGERE DIRETTAMENTE I PROPRI RAPPRESENTANTI AL “SENATO” così come accade attualmente nelle EX-PROVINCE come sopra espresso e di come, al contrario, ci si aspetterebbe nel futuro prossimo di una ITALIA RISPETTOSA DEI VALORI TRAMANDATI DAI “PADRI COSTITUENTI” DEL 1948 che seppero aprire una via di rinascita morale e materiale ad una ITALIA uscita distrutta dalla seconda guerra mondiale sulla scia della RESISTENZA artefice del riscatto nazionale con la guerra di liberazione dal “fascismo”; in fede, il CRVM

REFERENDUM FUSIONE COMUNI DEL 13-11-2016; BENE A META’

BENE LA NASCITA DEL NUOVO COMUNE “TERRE ROVERESCHE” al quale il CRVM esprime ogni bene possibile in questo nuovo percorso degli EX-COMUNI di Barchi, Orciano, Piagge e San Giorgio di Pesaro; per contro, pare “NEBULOSO IL FUTURO” in quel di Montemaggiore e il suo collocarsi in un contesto di COMUNI prima “compagni di viaggio” e oggi se li trova almeno “SOSPETTOSI” per essere ottimisti nella definizione dopo il responso uscito dalle urne a Montemaggiore al Metauro che mette a forte rischio la nascita del NUOVO COMUNE “COLLI AL METAURO”; se certi che il percorso CONDIVISO dai Comuni di Barchi, Orciano, Piagge e San Giorgio non poteva che avere come risultato finale la nascita del Comune “TERRE ROVERESCHE” con CAPOLUOGO ORCIANO frutto del vissuto in quel di “UNIONE ROVERESCA” nel quale sono riusciti ad AMALGAMARSI E AMMNINISTRARE SERVIZI ED INTENTI come già “UNICO IPOTETICO COMUNE”, in quel di “UNIONE VAL METAURO” abbiamo riscontrato, al contrario, INDIVIDUALISMI di cui il più eclatante è il servizio raccolta rifiuti messo in atto a Montemaggiore dall’aprile 2012 che di certo non si può definire in “SINTONIA D’INTENTI” con i PARTNER DELL’UNIONE VAL METAURO; forte di questo distinguo era facile prevedere che gli obbiettivi a Montemaggiore erano ben altri, ovvero continuare a vivere un CAMPANILISMO di vecchia data ed argomentazione, poi uscito questo vero interesse in occasione del REFERENDUM CONSULTIVO “FUSIONE COMUNI” del 13-11-c.a., e CONTEMPORANEAMENTE “USUFRUIRE” DEI SERVIZI RIUNITI INTERCOMUNALI necessari a portare avanti SERVIZI BASE OBBLIGATORI a favore dei propri cittadini, altrimenti IMPOSSIBILE GESTIRE IN PROPRIO per i Comuni SOTTO I 3000 abitanti; quello che certamente viene da chiedersi, che fine farà la “UNIONE VAL METAURO”?, si può pensare che tutto rimanga in “AMICIZIA E COOPERAZIONE” come prima del 13-11-c.a.?, ECC…; di certo, per quanto si possa immaginare l’evolversi delle cose NON SARA’ INDOLORE, di certo Montemaggiore sarà molto probabilmente “VISTO COME IL DIAVOLO” oltre il fiume Metauro in quel di Saltara e Serrungarina, INGIUSTAMENTE DANNEGGIATI se non potranno dare vita al “COMUNE COLLI AL METAURO” forte dei “SI FUSIONE” espresso a maggioranza dai propri cittadini; il CRVM non condanna quanto avvenuto, ma chiede di VALUTARE BENE LE CONSEGUENZE di una MANCATA FUSIONE COMUNI in quel della Val Metauro che solo la Regione Marche dovrà “SENTENZIARE”, VALUTANDO dati certificati dai responsi dei singoli Comuni coinvolti (Montemaggiore, Saltara e Serrungarina) e nel LORO INSIEME dove il “SI FUSIONE” E’ VINCENTE e dove L’INTERESSE GENERALE PREVALGA SULLA INDIVIDUALITA’ che Montemaggiore ha espresso; di certo i FAUTORI DEL “NO FUSIONE” a Montemaggiore ATTUALMENTE non hanno chiesto le dimissioni dell’attuale Giunta Comunale poiché sono consapevoli, a modesto pensiero e ragionamento del CRVM, che PRESENTARSI SENZA IDEE E SOLUZIONI a quanto il “NO” dei cittadini HA PRODOTTO in questo frangente epocale non è facile, per dire impossibile da gestire; difficile prevedere possibili “DIVISIONI” con gli attuali partner dell’UNIONE VAL METAURO (sempre poi che Saltara e Serrungarina decidano di USCIRNE per aggregarsi altrove facendo di fatto decadere l’attuale “UNIONE”); COMUNQUE, è bene ricordare l’esempio del “COMUNE VALSAMOGGIA” in Provincia di Bologna che certamente può “ILLUMINARE” la Regione Marche PER UNA SERIA E RESPONSABILE DECISIONE; in sintesi, ecco quanto successo nel 2012: – - – - REFERENDUM FUSIONE COMUNI NEL NUOVO COMUNE “VALSAMOGGIA” (Bazzano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monteveglio e Savigno), – - – - IN DUE COMUNI VINCONO I “NO”, MA NELLA TOTALITA’ DEI COMUNI COINVOLTI VINCONO I “SI”, – - – - FORTE DI QUESTO DATO, LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA DECRETA LA NASCITA DEL “COMUNE VALSAMOGGIA”; in fede, il CRVM

REFERENDUM FUSIONE COMUNI DEL 13-11-2016; UN “SI” PER LA VITA!!

il CRVM, a pochi giorni dal “REFERENDUM FUSIONE COMUNI”, invita i cittadini dei Comuni di Barchi, Orciano, Piagge e San Giorgio di Pesaro e i cittadini di Montemaggiore, Saltara e Serrungarina a votare “SI ALLE FUSIONI COMUNI” dando così vita a due NUOVI COMUNI in data 1-1-2017, ovvero “TERRE ROVERESCHE” e “COLLI AL METAURO”; premesso che “L’UNIONE ROVERESCA” (Barchi, Orciano, Piagge e San Giorgio) ha avuto nel tempo COESIONE D’INTENTI senza individualismi e scelte che potevano mettere a repentaglio una possibile visione di creazione di un UNICO COMUNE, in quella della “UNIONE VALMETAURO” si è assistito ad un INDIVIDUALISMO degno di un “CAMPANILISMO” di antica memoria, senza rendersi conto di produrre “COSTI GESTIONALI” diversificati e scaricati sui cittadini dei singoli Comuni di cui il più eclatante, è la METOLOGIA RACCOLTA RIFIUTI in atto in quel di Montemaggiore che si è “DISTINTA IN PEGGIO” per servizio offerto e risultati ottenuti, ovvero ULTIMO NELL’UNIONE; comunque, alla luce dei fatti, per votare “SI” le ragioni si possono, in modo stringato, indicare nelle seguenti: – - – RISPARMI COSTO SINDACI, RIORDINO DIPENDENTI E SPESE GENERALI (un esempio pratico, un solo SINDACO RETRIBUITO invece dei “quattro” e dei “tre” per un risparmio calcolabile in DECINE DI MIGLIAIA DI EURO ANNUO per i due “nuovi Comuni”); SERVIZI UNIFICATI AL MEGLIO A 360°, ovvero come unificazione tariffe servizi e tasse di vario genere; TRASFERIMENTI DI CONTRIBUTI STATALI per 10 anni; NUOVO COMUNE CON PIU’ PESO POLITICO E ISTITUZIONALE invece degli attuali relegati a un ruolo poco edificante in tale logica; MENO BUROCRAZIA DECISIONALE per un unico vasto territorio; – - – PER CONTRO e per dovere di cronaca, i sostenitori del “NO FUSIONE COMUNI” indicano solo OSSERVAZIONI più o meno valide al progetto “FUSIONI” elencando una serie di CRITICITA’ , ma SENZA DARE RISPOSTE CONCRETE in alternativa al “SI FUSIONI”, ovvero come pensare di “continuare a vivere” in un Comune che di certo NON BRILLA per servizi offerti (TPL, STRADE, UFFICI PUBBLICI, ECC…) dato che i FONDI STATALI GIRATI al Comune sono sempre meno, ovvero MEGLIO LA “FUSIONE COMUNI” CHE L’OBLIO!!; in fede, il CRVM

FERROVIA FABRIANO-PERGOLA…..URBINO?

ex-stazione di Urbino

ex-stazione di Urbino

In data odierna (3-10-c.a.) sul “Corriere Adriatico” è stato pubblicato un articolo riguardante il pensiero del Consigliere Regionale Signor Piergiorgio Fabbri (M5S) sulla questione della ex-ferrovia Fano-Urbino e sulla ferrovia Fabriano-Pergola; premesso che il CRVM giudica la questione della ex-ferrovia fano-Urbino (più esattamente il tratto FANO-FOSSOMBRONE) un “capitolo chiuso” sull’attuale “CENTENARIA” che evidenzia criticita’ a FANO (questione ATTRAVERSAMENTI STRADALI, ovvero l’alto numero di ex-P.L.), LUCREZIA via del casello (DPR 753/80 in virtu’ degli art.49 e 51 facente riferimento alle “distanze” ROTAIA/MANUFATTI, EDIFICI, ECC…) e CALCINELLI (questione VIABILITA’ in corrispondenza dei DUE INCROCI STRADALI A COMANDO SEMAFORICO presso i due ex-P.L. della ex-stazione) dove tale situazione INVITA AD EVITARE ogni logica di ripristino su quel sedime mentre, AL CONTRARIO, viene CONDIVISA la logica espressa dal Consigliere Regionale Sig. Fabbri relativa alla questione del PROLUNGAMENTO della ferrovia Fabriano-Pergola ad Urbino, con la speranza che il Signor Fabbri intenda indicare una tratta ferroviaria come da più parti viene indicata in FABRIANO-PERGOLA-FOSSOMBRONE-FERMIGNANO-URBINO, ovvero come il CRVM aveva indicato e segnalato tempo addietro su questo sito; l’eventuale ripristino della ex-Fano-Urbino, DEVE passare per un NUOVO TRACCIATO FERROVIARIO (varianti già applicate su reti ferroviarie pubbliche o/e in concessione) PARALLELO alla SUPERSTRADA E-78 al fine di mettere la tratta ferroviaria in condizioni di SICUREZZA E VELOCIZZAZIONE da FANO a FOSSOMBRONE, passando dalla ZONA INDUSTRIALE BELLOCCHI (la più importante zona commerciale e produttiva della Valle Metauro) E PIAN DI ROSE Comune di SANT’IPPOLITO (qui potrebbe sorgere, con le giuste condizioni, una “FERMATA-BIVIO TRIANGOLARE” senza inversione di marcia del treno al fine di semplificare il traffico ferroviario con servizio corse di “andata/ritorno” FABRIANO-URBINO, FABRIANO-FANO, URBINO-FANO e forse RIMINI); ovviamente la questione ha la necessità di essere “studiata e sviluppata” al meglio, di certo il CRVM auspica che chi è preposto ed interessato allo sviluppo del trasporto pubblico ferroviario in Val Metauro e dintorni, FACCIA OGNI SFORZO in tale direzione con UNA LOGICA REALISTICA, ovvero con un presupposto di NON COMPROMETTERE l’attuale sistema viario stradale a danno dei suoi UTENTI E RESIDENTI, evitando facili “POPULISMI DI VITA” difficilmente attuabili a causa di criticita’ socio-culturale; in fede, il CRVM

BANDO REGIONALE PER LA EX-FERROVIA FANO-URBINO?

Possibile scenario con la  pista ciclopedonale

Possibile scenario con la pista ciclopedonale

In questi giorni circola notizia che la REGIONE vorrebbe indire un BANDO rivolto a possibili GESTORI PRIVATI per RIPRISTINARE LA EX-FERROVIA FANO-URBINO in funzione turistica o metropolitana di superficie, altrimenti AVANTI CON LA CICLABILE!!; ebbene, premesso che il CRVM indica NON RELISTICA una possibilità di ripristino AL SERVIZIO PUBBLICO ED INUTILE IN FUNZIONE “TURISTICA” per validi motivi già indicati in precedenti articoli pubblicati su questo sito, bisogna NON DIMENTICARE che, con la tragedia del Luglio 2016 sulla Bari-Andria-Barletta che ha provocato la morte di 23 persone, LE NORME DI SICUREZZA SI SONO INASPRITE SPECIE SULLE FERROVIE A “BINARIO UNICO” (la ex-Fano-Urbino è a binario unico) risulta pertanto facile intuire ulteriori costi tutti da definire per il suo ripristino quali, ad esempio, I NECESSARI LAVORI DI OPERE COMPENSATIVE da realizzare nei Comuni attraversati dalla DISMESSA EX-FERROVIA FANO-URBINO A MEZZO DECRETO MINISTERIALE DEL DICEMBRE 2011 avente la presenza di molti attraversamenti stradali (P.L.) che secondo “IL PROGETTO” redatto dai “favorevoli al ripristino” vorrebbe limitarne la questione e IL DANNO CHE ESSO PROVOCA AD UTENTI DELLA STRADA E RESIDENTI IN TUTTA LA SUA LUNGHEZZA DI TRATTA FERROVIARIA, riconoscendo la sola necessità di realizzare a Fano un LUNGO VIADOTTO che taglia oscenamente la città in due e NON RICONOSCE a Calcinelli la criticità presente in quella della ex-stazione ferroviaria INCASTRATA in circa 300 mt da ben DUE INCROCI SEMAFORICI STRADALI e in altre località per ben 25 P.L.; il CRVM è convinto che ogni ulteriore perdita di tempo sul destino della DISMESSA FERROVIA FANO-URBINO possa solo DETERIORARE ULTERIORMENTE L’INFRASTRUTTURA, quindi bene si faccia per porre fine rapidamente a questa inutile contesa con la REALIZZAZIONE DELLA “CICLOPEDONALE” SULLA EX-FERROVIA, in primis nei CENTRI ABITATI ATTRAVERSATI che risulterebbe UTILE PER SPOSTAMENTI INTERNI per persone e ciclisti in PIENA SICUREZZA; in fede, il CRVM

BOLLETTA TARI 2016 A MONTEMAGGIORE , UNA “ELEMOSINA!!”

005il CRVM prende atto dell’ELEMOSINA confezionata in BOLLETTA TARI 2016 dall’Amministrazione Comunale di Montemaggiore al Metauro ai propri “forzati contribuenti” che variano in RISPARMIO sulla detta bolletta dall’equivalente di spesa pari ad “UN CAFFE’ CON PASTARELLA” o una “PIZZA CON BIBITA” e poco più; di certo, ad una più attenta ipotesi di questo inaspettato “regalino”, non può sfuggire la coincidente questione referendaria relativa all’AUSPICABILE FUSIONE COMUNI dell’Unione Val Metauro (Montemaggiore, Saltara e Serrungarina) che si svolgerà il 13-11-2016, dove il metodo “PORTA A PORTA SPINTO” in atto in quel di Montemaggiore “si scontra” con quello definito “METODO MISTO” in atto in quel di Saltara e Serrungarina, mostrando tutti i suoi limiti, furbate e raggiri, NON OBBLIGATORIO PER LEGGE, rende chiaro il suo misero esercitare e alla faccia dell’Amministrazione Comunale SORDA ALLE CRITICITA’ SEGNALATE DA TEMPO A QUANTO IN ATTO, SI COMINCIA A “REMARE CONTRO” nei limiti consentiti dalla legge a fronte di un “METODO ODIOSO E MENZONIERO” cominciando a “LIBERARE” LE PROPRIE ABITAZIONI DAI BIDONCINI “ASET” quali, IN PRIMIS, “vetro, metallo, carta/cartone e SACCHETTI per la plastica”; il CRVM ritiene che i cittadini sanno che di “NECESSITA’ SI FA VIRTU’” e nel “NUOVO COMUNE”, se avverrà la “FUSIONE”, esistono le “ISOLE ECOLOGICHE DI PROSSIMITA’” da utilizzare A PIENO TITOLO poiché siamo “TUTTI METAURESI!!” e di avere quindi diritto alle stesse COMODITA’ E PRATICITA’ nell’intero nuovo territorio comunale; PURTROPPO l’attuale Amministrazione Comunale di Montemaggiore ritiene di avere diritto a CONTINUARE AD USARE le abitazioni private come “ISOLE ECOLOGICHE DOMESTICHE” di DUBBIA LEGALITA’, ovvero il rischio di NON AVERE PIU’ IL PERMESSO DEI LEGITTIMI PROPRIETARI a continuare a fare da “ZERBINI CONTRIBUENTI!!”; da qui risulta facile “LIBERARSI” RESTITUEDOLI presso il capannone comunale di San Liberio previa comunicazione scritta e spedita in “raccomandata” al Comune dato che siamo in uno STATO DI DIRITTO sancito dalla COSTITUZIONE che DIFENDE LA PROPRIETA’, una questione non di poco conto a cui si aggiunge PER IL COMUNE, L’OBBLIGO DI RITIRARE I RIFIUTI E SMALTIRLI PER LEGGE così come IGIENE E SANIFICAZIONE DI CASSONETTI RIFIUTI E LUOGHI; il CRVM ritiene che la criticità venutasi a creare sia stata dettata da una PROBABILE MANIA DI PROTAGONISMO DI TALUNI ELETTI O/E PERSONE IN VISTA in quel di Montemaggiore e dal conseguente “METODO” che ha prodotto “RISULTATI DIFFERENZIATA DELUDENTI” messi a confronto con quelli di altri METODI come appunto in atto a Saltara e Serrungarina, con Saltara degna di essere citata per il valore aggiunto indicato nel PIU’ DEL DOPPIO DELLA POPOLAZIONE DI MONTEMAGGIORE; quindi si è creata una situazione di INSOSTENIBILITA’ E NON GIUSTIFICAZIONE DELL’ATTUALE METODO A FRONTE DI MENZOGNE FIN QUI RACCONTATE CON INUTILI SACRIFICI RICHIESTI AI CITTADINI; inoltre, ciliegina sulla torta, INCOMPRENSIBILE E’ LA PRIGIONIA DEI CASSONETTI SFALCI E POTATURE nel recinto del capannone comunale presso San Liberio di cui risultano poco utili per via delle distanze e relativi costi da sostenere da parte degli utenti per la serie ALTRI COSTI OCCULTI!!, ovvero se questa è intelligenza e semplicità al servizio della collettività gentilmente offerta da una “ILLUMINATA AMMINISTRAZIONE DELLA COSA PUBBLICA” per la serie “AVERE IN TASCA LA GIUSTA RETTA VIA!!”; in fede, il CRVM

6,3 MILIONI DI EURO, I NODI AL PETTINE!!

IL BUON LAVORO!!in questi giorni si assiste alla “curiosa battaglia tra sordi” indicati in AREA VASTA (ex-Provincia di Pesaro-Urbino) e REGIONE MARCHE, il nocciolo della questione risulta essere quanto nel titolo di tale articolo, ovvero 6,3 milioni di euro che a vicenda ritengono di avere diritto a riceverli dall’altro con motivazioni, giuste o sbagliate che siano, in conseguenza della famigerata “RIFORMA DELRIO” che, come era plausibile aspettarsi, ha causato non poche questioni come appunto si assiste in codesta “battaglia” già manifestate in altre realtà della regione (Ascoli Piceno) e d’Italia; ora, alla luce di quanto si apprende dai quotidiani (Corriere Adriatico del 31-8-2016 ed odierno 1-9-2016) il CRVM ribadisce il proprio modesto pensiero che indica nell’ABOLIZIONE DEFINITA DELLE PROVINCE (quindi anche quella di Pesaro-Urbino) NEL SUO ESSERE IN TOTO, quindi respingendo le menzogne in materia di RIFORMA COSTITUZIONALE soggetta a breve al “giudizio” del POPOLO SOVRANO A MEZZO REFERENDUM, nella quale si evidenzia che le “PROVINCE” SONO “CANCELLATE” DALLA COSTITUZIONE ove solo i creduloni e gli interessati credono alle “favole” e del buonismo che tentano di farci credere in un “MIGLIORE ASSETTO ISTITUZIONALE” e il tutto A DANNO DEL POPOLO SOVRANO CHE NON ELEGGE DIRETTAMENTE I PROPRI RAPPRESENTANTI AL SENATO sullo stile EX-PROVINCE, inoltre bisogna ricordare che la “RIFORMA COSTITUZIONALE” NON INTACCA LE REGIONI E PROVINCE A STATUTO SPECIALE, ovvero Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano, semmai in un eventuale secondo tempo da definire la loro “SPECIFICA RIFORMA”; comunque, per rimanere in tema dei 6,3 milioni di euro e della “battaglia” EX-PROVINCIA contro la REGIONE MARCHE, diventa alquanto curioso il fatto di “giocare a scarica barile” per le STRADE EX ANAS e, furbescamente, di INSERIRE ARTERIE STRADALI PRINCIPALI PROVINCIALI a carico dell’ANAS CON IL COINVOLGIMENTO DELLA REGIONE MARCHE (risulta essere la prima regione in Italia a fare tale operazione poco chiara e poco razionale a modesto personale giudizio, in quanto sembra esplicito che la EX-PROVINCIA di Pesaro-Urbino e le altre siano di fatto NON NECESSARIE AD AVERE QUESTO COMPITO assegnato loro dalla RIFORMA DELRIO; di certo la tempistica al gioco dello “scarica barile” ha prodotto un cartello stradale che bene esprime il concetto approvato dalla EX-PROVINCIA di Pesaro-Urbino istallato nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco di Fano; in fede il CRVM